Archivio per Marzo, 2007

Lo sapevo che dovevo andare a pescare

A grande richiesta dei miei 2 (due) lettori mi accingo a spiegare quello che chiamate pay-off e quello che io chiamavo “frase sotto il titolo del blog”. Non pensavo di dover dare spiegazioni, sicuramente dandole perderà del fascino di una frase scritta di getto di fronte al bianco di un box vuoto. Però un minimo significato ce l’ha, io sarò scemo ma il mio inconscio no.

Andare a pescare è sinonimo di lentezza e di attività ristoratrice, il contrario della fretta e dello stress quotidiano. Ognuno di noi farebbe qualcos’altro se potesse, in realtà ognuno può ma spesso la cosa si risolve in un nulla di fatto e allora arriva il “lo sapevo”, ecco fatto l’en plein di danno e beffa.

Mi piace stare qui a scrivere ma sicuramente potrei far di meglio nel tempo che durante la giornata dedico a me stesso, pescare ne è un esempio stupido. Per quanto le attività che non hanno dei ritorni produttivi economici, artistici o competitivi, siano le più disdegnate dalla cultura moderna, sono di fondamentale importanza nell’equilibrio psico-fisico di una persona. Molta gente può ma non lo fa invece altra gente non se lo può permettere neanche volendo (ma quest’ultima non rientra nella patologia in esame)

Ogni volta che scrivo qualcosa ho una certa soddisfazione se riesco a comunicare un concetto in maniera onesta e condivisibile. In questo sito non mi limito più al non-sense come nell’altro, ho cambiato sito perché ci sono molte cose che non posso più ignorare, ci sono anche, ma non solo, le cose che vivo ma non accetto, ma ne sono così tante che mi rendo subito conto che avrei potuto far di meglio che scriverle.

Era meglio giallo si è vero, ma qua a forza di pensare al layout avevo finito per non aggiornare più.

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il nostro capo stagionato

<joe1929> portatemi dal vostro capo
<limone-> il nostro capo estivo o invernale?

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Eh-eh!

eh eh!

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Politica - definizione e riflessioni

Una frase che sento spesso è a me la politica non interessa, oppure io di politica non capisco niente o anche sono molto interessato all’attualità tranne che alla politica. Queste tre frasi e tutte quelle concettualmente riconducibili, manifestano una legittima posizione nei confronti di una sfera di interessi alla quale una persona è libera o meno di affidare la propria attenzione.

Andando a ricercare la definizione moderna di politica su wikipedia, lessi quanto segue:

la politica è quell’attività umana, che si esplica in una collettività, il cui fine ultimo - da attuarsi mediante la conquista e il mantenimento del potere - è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali

(Wikipedia)

 

Ho scoperto in tal modo che la definizione in senso stretto si discostava da quella che ho sempre creduto che fosse. Il mio concetto di politica è ingenuamente molto più ampio e può essere definito come un’attivita individuale o collettiva che produce effetti di interesse pubblico, prevalentemente ma non esclusivamente con carattere di indirizzo e non finalizzati allo scopo economico.

Allora mi sono subito domandato da dove fosse scaturito il mio errore e con un analisi un po’ più approfondita vedo che il percorso storico dello studio della politica ha deviato sin dalle sue origini, mi riferisco alla grecia antica, il suo senso per andare a confluire nel concetto di potere e/o governo. I teorici come aristotele così come quelli dei seguenti centenni, i vari macchiavelli, hobbes, locke, weber per citarne alcuni senza scendere troppo nella noia già incombente e per non far sembrare al lettore che io li abbia letti, si sono incanalati in questa corrispondenza tra politica, sovranità e potere.

Non ho molto rispetto per le correnti di pensiero, soprattutto se sono di ostacolo all’evoluzione del pensiero stesso e dico che la politica così come è intesa oggi a mio parere si allontana di molto se non dal suo significato originario quantomeno da quella che era la sua etimologia iniziale.

politica= lat. POLITICA dal gr. POLITIKE che attiene alla città

Il termine a mio giudizio sottintende ma non si limita al governo, esso presuppone il coinvolgimento di un collettività convivente ad essere partecipe, attivamente o passivamente, in attività di interesse comune. E’ un’accezione che considero orizzontale e che al contrario di quella consolidata parte da un soggetto, inteso come entità individuale, agente in un contesto di pluralità e che non riferisce, perlomeno direttamente, a verticalità e imposizione.

Il governo è solo una sottocategoria della politica, così come sono attività esprimenti nel pubblico il grado di civiltà, la moralità e il buon senso. Nel piccolo, è politica il gesto di civiltà o inciviltà come gettare cartacce a terra o meno, è politica la responsabilità ambientale del prendere l’auto per raggiungere brevi distanze, a livelli più alti è politica manifestare il dissenso tramite il rifiutarsi di comprare il latte quando il suo prezzo aumenta ingiustificatamente, vedi francia (non i francesi, per carità) o vedi le class action.

Se si associa il termine politica con quello di governo è naturale che nelle masse si crei il rifiuto della politica invece che una naturale compartecipazione proporzionata alla propria posizione nella vita sociale. Si può svolgere un ruolo politico anche senza averne l’intenzione, semplicemente perseguendo un interesse privato (prevalentemente di carattere non economico).

Il rifiuto cosciente della politica, nel suo senso più puro, è un’ammissione di ignoranza nonchè un gesto di sottomissione. La politica non è il governo. Il governo di uno stato è la naturale espressione della politica, chi abbandona la politica ad un ruolo marginale legittima un governo distante dai suoi interessi.

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chi ha inventato il blog? io, ma non lo sapevo

Si si hello world, ecco l’ho scritto… ma ora iniziamo subito con la megalomania gratuita.

Diversi anni fa quando si viveva con la certezza che un giorno sarebbe arrivato il duemila e anche se mancavano solo un paio di anni quel duemila restava in un certo senso lontano e magico, i miei amici e compagni di liceo mi regalarono un gracchiante modem 56kb nel giorno del mio compleanno.

Fu così che scoprìi INTERNET! (pronuncia esclamando con decisione e un pò di meraviglia) definito da alcuni una sorta animale cuneiforme proboscideo filoalberghiero, da altri il classico tipo con la giacca di pelle al bancone del pub che sorseggia birra piano, insomma l’importante era essere ammaliati dal mistero ed essere pieni di aspettative cosicchè tutti ne parlassero mentre nessuno sapeva. Tutti tranne orzo che non ne parlava ma già sapeva, lui su INTERNET! ci andava da quando la velocità di 56bps era un vero traguardo tecnologico e aveva fatto addirittura un sito, non so se vi rendete conto, insieme a PsYcO.

APPROCCIO AD INTERNET!
Spero che non siate così giovani da non aver mai sentito un modem analogico connettersi, perchè nessun compositore avrebbe potuto creare una melodia più adatta all’ingresso al magico mondo di INTERNET!
La prima volta che vidi INTERNET! era fatto a forma di sito tiscali. Aveva tendenze dirottatorie specialmente su siti musicali (tu chiamali se vuoi: banner) e mi portò a scaricare un file musicale dal sito dei lilith, un gruppo gotico mai sentito prima, per il puro piacere di scaricare musica.
Quando usai mirc rimasi shoccato perchè alcuni di quelli che sapevano usare i colori scoprirono subito chi ero appena entrai, poi mi dissero che avevo scritto il mio nome nelle opzioni ed era visibile. Hai capito INTERNET!?

LA SVOLTA
Dopo un pò scoprìi che INTERNET! aveva bisogno di me e allora creai un sito, il sito del limone, ricordato da una decina di persone come il miglior sito che avessero mai visitato (ai tempi si visitava al massimo libero.it che era verde e bianco come la omnitel ed era veramente libero, in pratica un avversario non temibile), trasformando il surrealismo in bit.

Poi visto che facevo ancora le superiori, ergo non facevo un cazzo decisi di creare qualcosa di semplice ma graficamente evoluto. Nacque un’evoluzione, il famoso “sito giallo” che arrivò sino al 2007 con la stessa impostazione grafica. Il sito giallo contiene una geniale intuizione partorita insieme al giovane orzo:

<orzo> è inutile che fai tutte quelle sezioni, tanto alla fine nel sito aggiorni una pagina sola
<limone-> è vero oh, ci avevo pensato pure io, sai che faccio? aggiorno una sezione sola.

E fu così che inventai il blog senza saperlo. Dopo anni di aggiornamenti manuali finalmente ho deciso di darmi in pasto all’automatismo, quindi eccomi su questo (ufficialmente chiamato) blog.

Pronti, partenza, via.

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