Archivio per Giugno, 2007

Una reflex con i capelli a caschetto

 

Questa ragazza in piedi sulla panchina è Asia (pron. asha). Avrei potuto trovare una foto nella quale si vedesse anche il volto ma non l’ho fatto per due motivi. Il primo è che così è come mi è rimasta impressa; il secondo è che la foto senza troppi giri di parole politicamente corretti la migliora. Asia è una di quelle persone che rimane tendenzialmene ai bordi del contesto, una ragazza un pò bruttina con gli occhiali neri di cellulosa non alla moda, i capelli a caschetto, un fare da donna pronta per un’età veneranda e non esattamente ignorante, piuttosto addormentata riguardo quello che fanno tipicamente gli altri ragazzi della sua età.
Nonostante avesse tutte le carte in regola per rimanere sempre nell’ombra anche lei ha avuto il suo momento di gloria. Eravamo una trentina ammassati in una stanza per una festa di compleanno e l’alcool quello nel frigo era finito, ma non quello nelle vene degli invitati, inoltre Gabor, che era un bastardo, ne teneva di riserva per se e come al solito finì per essere il più ubriaco e molesto di tutti. Gabor non a caso era soprannominato “the beast”.

In un attimo che sembrò ci fosse stata un’illusione di gruppo, potemmo accorgerci di uno scoop più sensazionale di una star americana con qualche altra star di holliwood: era Asia e Gabor che, ubriachissimi, si stavano baciando intensamente, di sicuro Gabor non aveva manco le cognizioni mentali per accorgersi di non essere sul letto a dormire quella sera però da quel che dava a vedere sembrava travolto dalla passione. Non so se dopo quella sera Asia avesse mai più rivolto la parola a Gabor e viceversa, ma il giorno dopo l’accaduto erano loro i protagonisti indiscussi del gossip condominiale e la cosa era molto più divertente e intrigante di rivelazioni ben più prevedibili.

Tre giorni prima di cambiare casa scoprìi che abitava di fronte al mio appartamento. Avevo bussato alla porta di fronte per salutare Elena che se ne stava già andando e mi aprìi Asia senza riconoscermi all’istante, dopo dieci secondi che ci stavo parlando mi disse che solo in quel momento mi aveva riconosciuto. Era abituata a vedermi con le lenti a contatto e quella mattina con barba incolta e occhiali da vista davo l’idea di una persona così intelligente e con l’aria da filosofo, a suo dire, che non era facile collegarla con la stessa persona che è stata ubriaca per un mese di fila. Presi la cosa come un complimento.

Non ho condiviso molto con questa ragazza, per via di due opposti modi di porsi alla vita ma mi è rimasto impresso ciò che pensasse della fotografia. Sebbene io sia stato in quel periodo di massima ispirazione una persona da duemilacinquecento foto al mese, lei è riuscita a battermi. Questa cosa nonostante fosse insignificamente e prettamente numeraria non riuscivo a spiegarmi come fosse stata possibile. Mi parlò di un fotografo di cui non riesco a ricordare il nome che fotografava ogni attimo della sua vita perchè diceva che avere tante fotografie è il modo per allungare la propria vita. Quando mi sono rivisto tutte le mie foto mi sono accorto che aveva ragione: più attimi avevo colto e più mi sembrava di aver vissuto.

Ebbene concordo, le foto non sono nient’altro che un’indice ragionato per una memoria inevitabilmente labile. Solo che io adesso di lei ho l’immagine di un obbiettivo con i capelli a caschetto e forse non solo io.

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Ho vinto un milione di euro

Circa un’ora fa ho ricevuto una telefonata da un tipo che non era in grado di parlare italiano né tantomeno pronunciare il mio nome correttamente. Mi ha detto che ho vinto un milione di di euro alla lotteria di Madrid, gli ho detto che la cosa sarebbe stata bellissima ma mia madre non vuole che accetto milioni di euro dagli sconosciuti.

video

Ripensandoci avrei potuto far fare una corsetta a Moreno Morello.

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Lo sciopero c’è ma non si vede

- Salve
- Salve
- C’è un treno diretto per milano domani?
- Domani.. intercity plus alle 7.40
- C’è bisogno della prenotazione se non sbaglio…
- Esatto
- Vabbè compro il biglietto ora
- Non si può
- Come non si può?
- Sono in sciopero
- (ah)

Ma io dico. Tu sei lì. Ci siamo conosciuti. Siamo lì lì per farlo…. e fammi sto biglietto, brutto figlio di una biglietteria automatica fuori servizio.

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Il darwinismo nei video musicali

 France Gall, Laisse Tomber Les Filles

Eric Prydz - Call on me

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Suonerie senza personalità

Una cosa molto difficile da trovare su internet è una suoneria senza personalità, in rete si trovano solo suonerie per esprimere la propria personalità: quella che riproduce la propria canzone preferita, un suono che ci piace, un’altra che vuole fare simpatia (eh?), un’altra che l’hai pagata due euro e anche se non ti piace la metti.
Ma il driin che fine ha fatto? Ho un drin che non è manco più tradizionale, è talmente finto che la sua frequenza non mi arriva all’orecchio. Voglio un driin monofonico da cellulare primordiale anni ‘90, chiedo troppo?

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Wikipedia: Tre domande non interessanti ma servite fredde

Che cos’è un pupazzo di neve?

Un pupazzo di neve è una figura simile all’uomo costruita tramite neve compatta. L’immagine di un pupazzo di neve è connessa popolarmente al Natale e fa parte della cultura occidentale. La costruzione di un pupazzo di neve è un popolare divertimento invernale per i bambini.

Come si costruisce?

Un pupazzo di neve può essere costruito arrotolando una grande palla di neve per un “corpo”. Una seconda (e spesso c’è anche una terza), una palla più piccola che viene posta sopra alla precedente, per formare quella che sarà la testa del pupazzo. Le caratteristiche del “volto”, come occhi e labbra vengono solitamente aggiunti usando del carbone, piccole pietre, o dei bottoni. Può essere aggiunto anche un naso, usando un pezzo di frutta o un ortaggio, come la carota; qualche volta vengono impiegati anche dei bastoncini per fare le braccia. Il pupazzo di neve viene spesso rappresentato con una scopa ed un cappello.

In Lituania come lo chiamano il pupazzo di neve?

In Lituania un pupazzo di neve viene chiamato “un uomo senza cervello”. Come un segno di protesta contro il loro governo, nell’inverno del 2005, i lituani hanno costruito 141 pupazzi di neve vicino al loro parlamento— uno per ogni membro del parlamento.

(Fonte Wikipedia)

Sbagliato in Lituania pupazzo di neve si dice BESMEGENIS. Infatti se scrivi besmegenis su google immagini compare questo:

pupazzo di neve

Esatto, non c’ho proprio un cazzo da fare

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Cucciolone: Il calcolo combinatorio in dieci morsi. Dieci!

Sono cresciuto a suon di cucciolone eldorado (non ancora algida). Mia nonna quando mi domandava se volevo il gelato poi mi chiedeva “..ma merendina o gelato?”: merendina era il cucciolone. Ed è così che il cucciolone ha costituito la mia formazione letteraria infantile.

Il cucciolone aveva ed ha tutt’ora, la simpatica particolarità di avere una stronzata illustrata in ognuno dei due lati. Con 800 lire mi compravo un gelato e ben due vignette e tornavo a casa per divorare entrambe le caratteristiche. Però ci fu un giorno in cui scoprìi che il mondo non era perfetto e l’umanità nonostante sapesse coniugare zabaione, vaniglia e cacao tra due biscottoni al malto, commetteva di tanto in tanto dei madornali errori:

  1. Entrambi i lati riportavano la stessa vignetta
  2. La coppia di vignette era identica a quella dell’ultimo cucciolone mangiato

“Ma come poteva essere?”, mi chiedevo, “i Grandi non lo vedono che sono uguali? Non sarà che i Grandi non sono poi così svegli come li si dipinge?” Insomma, già a cinque anni con un cucciolone epistemologico in mano mi venivano i primi sospetti su come funzionava il mondo.

Dopo molto tempo ho scoperto che sia alla eldorado che alla algida hanno avuto grossi problemi con questa formula

ovvero una disposizione semplice di lunghezza k di elementi di un insieme S di n oggetti, con k < n.
Secondo me invece non è una disposizione semplice, perchè se fosse stata semplice non avrebbero avuto problemi con le vignette.

P.S. Per prima cosa questa è la prova, per tutti coloro che non mi hanno mai creduto, che il cucciolone prima era più grande e non si tratta del fatto che cresendo sembra più piccolo. Seconda cosa, a dieci morsi non ci arrivava mai nessuno.

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la donna della vita

la ricerca della donna della vita è un concetto connesso a quelli di smistamento e logistica

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Sceneggiature sprecate per protagonisti immaginari di storie palesemente esagerate

 

Una volta ero davanti ad un locale abbastanza fighetto, diciamo uno dei più raffinati della città. Ero lì ad aspettare non mi ricordo chi o a parlare di non so cosa.

Ad un certo punto arrivò di tutta fretta una macchina rombante che aveva tutta l’intenzione di volermi passare sopra, quella macchina era targata “LIM 1″ e io ero convinto che era lì per uccidermi perchè LIM 1 a lettere è LIM ONE ovvero il sottoscritto.
Però nonostante le prime impressioni, voleva soltanto parcheggiare nel posto dove mi trovavo io. E nonostante le prime impressioni (sempre loro) non era un’auto normale bensì una limousine.

Vabbè c’è ancora speranza, dentro ci sarà La Morte con la falce..

Aperta la portiera davanti, l’autista scese ad aprire quella dietro. Scena scontatissima, la prima cosa che fece capolino fu la gamba di una giovane con la gonna.

…questa è la moglie…. d’altronde “la morte ti fa bella”..

In fremita attesa della Morte, la seconda persona ad uscire fu invece un’altra (ma diciamolo) figa

..questa è l’amica del cuore della moglie, quella che le serve per andare in bagno in due…

Di nuovo, per terza scese un’altra ragazza:

..questa non la conosco..

E altre due ancora.

O_O… forse la Morte è entrata nel business della prostituzione 

La portiera era ancora aperta, chiaro segno che ancora doveva uscire qualcuno: il personaggio-chiave (da notare il doppio senso). E che personaggio poteva mai avere quel tipo di passeggeri a bordo della propria limousine? Beh una ragazza con un cappello da laureata proprio nel giorno della sua laurea che festeggiava con le sue amiche.

Nuuooooo 

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Appuntamento con la storia liquidata in quattro e quattr’otto

Hitler voleva controllare il mondo ma era un principiante. Non che sia stato il primo a cui questa aspirazione da infante sia rimasta integra sino all’età adulta, però lui diciamo è quello che si è impegnato più di tutti ed è l’ultimo personaggio noto che c’ha provato.
Alessandro Magno s’è finito il cavallo a metà strada; Traiano ha ottenuto buoni risultati stante la cartografia dell’epoca anche se un pò ha barato (se decidiamo che alle colonne d’ercole finisce il mondo sono bravo pure io); Gengis Kahn impegnato a farsele tutte s’è scordato un pezzo di mondo.

Ritornando al Panzerotto, Hitler ha commesso un grosso errore, che non è stato quello di aver ammazzato miliardi di persone, né di aver dichiarato qualche guerra di troppo (errori che potremmo compiere tutti) piuttosto di aver cercato di controllare miliardi di persone AVVERTENDOLE.
Eh si, Hitler mica l’aveva considerato che “qua nessuno è fesso”. Pensate alle donne: cosa dicono quando le controlli? “Mi opprimi, non voglio sentirmi legata” e poi se hanno creato persino nuvenia libresse per essere libere come una farfalla un motivo c’è. Oppure pensate agli uomini che hanno dato la vita in nome della libertà, quelli che hanno fatto il film “le ali della libertà” oppure, ancora, pensate alla statua della libertà. La gente è fatta così, gli puoi far di tutto ma non gli toccare la libertà. Non si sa di preciso perchè, però è storicamente provato che c’è una insofferenza particolare per questa condizione.
Se Hitler fosse stato un pò più sveglio invece di rubare i conigli rosa e cercare il controllo tramite la conquista poteva cercare di dominare il mondo senza dirlo a nessuno.
Al giorno d’oggi fanno così, è tutto lasciato intenzionalmente correre verso “meccanismi” che variano di volta in volta cosa dobbiamo desiderare e quanta energia impiegare per l’ottenimento. Ed ecco che si controlla un mondo bellissimo e pieno di libertà e non con gente incazzata come una volta. “A Crucco! ma quando te svegli?”

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