Una reflex con i capelli a caschetto

 

Questa ragazza in piedi sulla panchina è Asia (pron. asha). Avrei potuto trovare una foto nella quale si vedesse anche il volto ma non l’ho fatto per due motivi. Il primo è che così è come mi è rimasta impressa; il secondo è che la foto senza troppi giri di parole politicamente corretti la migliora. Asia è una di quelle persone che rimane tendenzialmene ai bordi del contesto, una ragazza un pò bruttina con gli occhiali neri di cellulosa non alla moda, i capelli a caschetto, un fare da donna pronta per un’età veneranda e non esattamente ignorante, piuttosto addormentata riguardo quello che fanno tipicamente gli altri ragazzi della sua età.
Nonostante avesse tutte le carte in regola per rimanere sempre nell’ombra anche lei ha avuto il suo momento di gloria. Eravamo una trentina ammassati in una stanza per una festa di compleanno e l’alcool quello nel frigo era finito, ma non quello nelle vene degli invitati, inoltre Gabor, che era un bastardo, ne teneva di riserva per se e come al solito finì per essere il più ubriaco e molesto di tutti. Gabor non a caso era soprannominato “the beast”.

In un attimo che sembrò ci fosse stata un’illusione di gruppo, potemmo accorgerci di uno scoop più sensazionale di una star americana con qualche altra star di holliwood: era Asia e Gabor che, ubriachissimi, si stavano baciando intensamente, di sicuro Gabor non aveva manco le cognizioni mentali per accorgersi di non essere sul letto a dormire quella sera però da quel che dava a vedere sembrava travolto dalla passione. Non so se dopo quella sera Asia avesse mai più rivolto la parola a Gabor e viceversa, ma il giorno dopo l’accaduto erano loro i protagonisti indiscussi del gossip condominiale e la cosa era molto più divertente e intrigante di rivelazioni ben più prevedibili.

Tre giorni prima di cambiare casa scoprìi che abitava di fronte al mio appartamento. Avevo bussato alla porta di fronte per salutare Elena che se ne stava già andando e mi aprìi Asia senza riconoscermi all’istante, dopo dieci secondi che ci stavo parlando mi disse che solo in quel momento mi aveva riconosciuto. Era abituata a vedermi con le lenti a contatto e quella mattina con barba incolta e occhiali da vista davo l’idea di una persona così intelligente e con l’aria da filosofo, a suo dire, che non era facile collegarla con la stessa persona che è stata ubriaca per un mese di fila. Presi la cosa come un complimento.

Non ho condiviso molto con questa ragazza, per via di due opposti modi di porsi alla vita ma mi è rimasto impresso ciò che pensasse della fotografia. Sebbene io sia stato in quel periodo di massima ispirazione una persona da duemilacinquecento foto al mese, lei è riuscita a battermi. Questa cosa nonostante fosse insignificamente e prettamente numeraria non riuscivo a spiegarmi come fosse stata possibile. Mi parlò di un fotografo di cui non riesco a ricordare il nome che fotografava ogni attimo della sua vita perchè diceva che avere tante fotografie è il modo per allungare la propria vita. Quando mi sono rivisto tutte le mie foto mi sono accorto che aveva ragione: più attimi avevo colto e più mi sembrava di aver vissuto.

Ebbene concordo, le foto non sono nient’altro che un’indice ragionato per una memoria inevitabilmente labile. Solo che io adesso di lei ho l’immagine di un obbiettivo con i capelli a caschetto e forse non solo io.

5 Risposte finora »

  1. 1

    danyelle detto,

    koff
    :p

  2. 2

    2limone detto,

    la cassetta degli attrezzi :D

  3. 3

    medo detto,

    Scusa, ma ti stai scaccolando nella prima foto?

  4. 4

    2limone detto,

    le prime indiscrezioni sembrerebbero affermare di si ma il mio portavoce prontamente smentisce avvalorando la tesi che mi stavo lisciando la barba

  5. 5

    medo detto,

    c’hai la barba sul naso?


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