
La prima volta che l’ho visto passeggiava sul marciapiede del centro commerciale dopo il ponte: era lungo, colorato e molto assorbente. Mi colpì subito per la sua dimensionalità esasperata, non aveva molte curve ma faceva bella figura. Quel giorno ero uno schianto, avevo gli occhiali marcati “ounsakkodisoldi” la cui scritta copriva interamente la superficie di entrambi le lenti, la maschera di cera in faccia che mi trasformava in fabrizio corona e la maglietta che diceva che avevo il cazzo più lungo di qualsiasi persona alla mia sinistra.
Mi fermai lì vicino, abbassai il finestrino della mia harley-davidson, feci vedere con naturalezza che avevo il braccio peloso e con un passato tecnogym, poi gli chiesi quanto voleva. Notai che avevo fatto colpo, mi guardò e mi disse:
- Vieni anche tu al cityper di cozzafico, potrai trovare fantastici teli da amare a prezzo scontato, al cityper di cozzafico l’estate vuol dire co-o-onvenienza. Un’esempio? Fa-a-antastico telo da amare a so-o-oli noveeuroenovantanovecentesimi. Ma sei a-a-ancora lì?
Non posso dirvi esattamente come ma riuscìi con una scusa a portarmelo a casa, io e il telo da amare sulla harley. Non resistetti fino a casa, mi fermai prima, sul lungomare di cozzafico non potei far a meno di invitarlo in spiaggia: fu lì la prima volta.
Quel che più mi piaceva di quel telo erano quelle sue proprietà di morbidezza non indifferenti. Lo facevo spesso con questo telo, di solito a 40 gradi, ma a volte anche a 60 oppure in acqua fredda. La centrifuga ci esaltava ma per precauzione non era una cosa frequente.
Un giorno arrivarono inaspettatamente degli asciugamani da bidet. La cosa sul momento mi sconvolse ma in seguito di comune accordo decidemmo di tenerli. Qualche tempo dopo mi resi conto che le cose non erano più come all’inizio e quando trovai una confezione di dixan color nascosta dietra la lavatrice ebbi la conferma che se la faceva con altri capi. Quel giorno guardai il telo attentamente e mi accorsi che i colori erano molto più spenti, poi lo presi per il bordo e quella morbidezza che tanto mi affascinava era svanita. Ormai non c’era più niente che ci legava, quel telo non era più da amare, ma da quel giorno tornai a passare i miei pomeriggi al centro commerciale, volevo che le cose tornassero quelle di prima ma in fondo sapevo che così non sarebbe stato. E poi ogni finesettimana dovevo passarli con i miei asciugamani da bidet.