<souls|ck> perchè le ragazze fighe hanno problemi col cibo ?
<limone> povero illuso
<limone> tutte le donne hanno problemi col cibo
<limone> solo che quelle che riescono a contenerli esprimono a tutti il loro malessere
Il titolo è un pò riduttivo però vabbè dovevo pur scrivere qualcosa, in ogni caso il grande concorso di oggi è scoprire cos’è la parità dei diritti.
E’ novembre, siamo nel 2007, io non so manco com’è fatto il dottor house ma so chi il più grande, unico grande maschio al cento per cento del mondo nonchè segretario della Lega Maschio 100%.
Volevo inserire anche qualche frase ma dovrei scrivere tutto il discorso perchè non riesco a sacrificare certe massime in favore di altre.
Se una persona si scambia il numero di telefono con un altra poi a quale numero bisogna chiamare questa persona, a quello di sempre o a quello che scambiato? La risposta è a quello di sempre. Secondo me la motivazione risiede nel fatto che se uno si scambia il numero magari non tutti quelli nella rubrica possono saperlo e allora per comodità ci si scambia il numero ma in realtà non ci si scambia niente.
Tutto questo l’ho pensato perchè oggi mi sono scambiato il numero di telefono con una ragazza all’università, cioè lei mi ha chiesto il numero e poi mi ha detto “ti faccio uno squillo così ce li scambiamo”, però dopo lo squillo il mio numero è rimasto sempre quello. Per fortuna, sennò chissà dove andava a finire il mio numero. In realtà alla fine io sono sempre uno, però c’ho anche un’altro numero col quale la gente mi può chiamare, anche se a esser sincero nessuno mi ha mai chiamato a numero. E’ comprensibile: è troppo lungo e non ci sono diminutivi.
Vabbè poi lei mi ha detto “chiamami”, si ok, sono d’accordo, ti chiamo, ma che ti dico? Non so neanche gli argomenti. “M’hai chiesto il numero tu, chiamami tu, si vede che qualcosa da dire ce l’avevi”.
Eh si il vino stasera era buono, ma fosse solo stasera, è da questo pomeriggio che ho iniziato.
Ho pensato che si smette di esser giovani quando si scopre che infrasettimanalmente ci si può come nel weekend incontrarsi in luoghi in cui ci si incontra per dire cose che si dicono.
<limone-> aò
<Simone> eh ?
<limone-> scappi?
<Simone> da chi ?
<Simone> o da cosa ?
<Simone> o da quando ?
<Simone> o da dove?
<Simone> ecc. ecc.
<limone-> si
<Simone> si che ?
<limone-> è la risposta a tutte le tue domande
<Simone> manca perchè
<Simone> cui si aggiunge “piove?”
<limone-> no
<Simone> allora si
<limone-> aò facciamo finta che siamo nel 2004
<Simone> perchè ?
<limone-> hai dei motivi per non farlo?
<Simone> fammi pensare
<Simone> non saprei
<Simone> credo di no
Stasera esco e faccio finta che è il 2004, vediamo quanta gente se ne accorge.
I paesi baschi se li senti pronunciare velocemente li puoi scambiare per i paesi bassi ma se la pronuncia è più lenta entriamo nel campo della puntualizzazione. La puntualizzazione ci insegna che i paesi baschi sono una cosa e i paesi bassi un’altra: i primi hanno una propria bandiera, i secondi pure; i primi hanno un proprio territorio, i secondi pure; i primi hanno una storia, i secondi pure; i primi hanno una lingua, i secondi pure. Diversissimi no?
Se tu bevi un sorso di sangria fatta con un rosso italiano dei più indelicati e una basca ti dice “com’è?” e tu rispondi a “fa schifo sta roba… spagnola” e poi cogliendo lo sguardo minaccioso e ignorando i pericoli che la penisola iberica cela nella sua geopolitica aggiungi “sei spagnola se non sbaglio?” lei risponderà “NO” e tu riuscirai a percepire le maiuscole con l’udito.
Invece i paesi bassi nonostante siano spesso indicati come olanda sono molto più easy. Se dici a una olandese di maastricht “salutami i parametri” lei non capirà perchè i parametri di maastricht non se li caga nessuno tranne noi italiani che non riusciamo a rispettarli, però ti dirà semplicemente “non ho capito” al posto di “non ho capito perchè il nostro principio di autodeterminazione non ha prevalso”.
Che cosa voglio dire con questo? Donne e buoi dei paesi tuoi, fermo restando che ognuno deve scoprire qual’è il proprio paese.
Una nota. Il frysk è la seconda lingua dell’olanda, la mania italica di nazionalizzare i termini stranieri l’ha trasformata in frisone, questa immagine non c’entra niente ma a me il frisone piace immaginarlo così: