Il numero di telefono

Se una persona si scambia il numero di telefono con un altra poi a quale numero bisogna chiamare questa persona, a quello di sempre o a quello che scambiato? La risposta è a quello di sempre. Secondo me la motivazione risiede nel fatto che se uno si scambia il numero magari non tutti quelli nella rubrica possono saperlo e allora per comodità ci si scambia il numero ma in realtà non ci si scambia niente.
Tutto questo l’ho pensato perchè oggi mi sono scambiato il numero di telefono con una ragazza all’università, cioè lei mi ha chiesto il numero e poi mi ha detto “ti faccio uno squillo così ce li scambiamo”, però dopo lo squillo il mio numero è rimasto sempre quello. Per fortuna, sennò chissà dove andava a finire il mio numero. In realtà alla fine io sono sempre uno, però c’ho anche un’altro numero col quale la gente mi può chiamare, anche se a esser sincero nessuno mi ha mai chiamato a numero. E’ comprensibile: è troppo lungo e non ci sono diminutivi.
Vabbè poi lei mi ha detto “chiamami”, si ok, sono d’accordo, ti chiamo, ma che ti dico? Non so neanche gli argomenti. “M’hai chiesto il numero tu, chiamami tu, si vede che qualcosa da dire ce l’avevi”.
Eh si il vino stasera era buono, ma fosse solo stasera, è da questo pomeriggio che ho iniziato.

Ho pensato che si smette di esser giovani quando si scopre che infrasettimanalmente ci si può come nel weekend incontrarsi in luoghi in cui ci si incontra per dire cose che si dicono.

Ho pensato veramente troppo.

5 Risposte finora »

  1. 1

    Wyk72 detto,

    Allora, ti/vi racconto questa: sono stato una settimana in Spagna/Portogallo, prendo il solito voletto Ryanair (come sempre pieno de saccoapelisti hashishfancazzistoidi che vanno da Bologna a Siviglia – non sono razzista ma nei miei 35 anni lo sto diventando, perdonatemi – io che ero e tendenzialmente sono molto liberale – me ce fanno da diventà).

    Becco una tipa caruccetta di Salerno, che studia a Bologna, che va a Siviglia a farsi i cavoli suoi (fumà). Insomma, m’è stata dietro tutto il viaggio come un “caccioletto” – sembravamo una simpatica coppietta. Noleggio l’auto a Siviglia, la accompagno al suo appartamento, sempre chiaccherando, lei che pende dalle mie labbra, stiamo lì una-due orette sempre a parlare. La cosa da strana diventava interessante. Quando arriva il fatidico momento: mi dovevo levare dai coglioni. Lei mi fa: “dai scambiamoci i numeri di cellulare, ti dò il mio numero spagnolo”. Ci scambiamo le fatidiche cifre col metodo “tisquillo”. Tutto sembra andare per il meglio.

    Cronaca dei gg successivi: le ho mandato 4-5 sms e ovviamente NON s’è degnata di rispondere.

    L’ultimo gg mi risponde :”scusa se non ti ho risposto, sai ero a Malaga, cel morto”

    Io: “Non mi ci faccio niente delle tue scuse.non rispondere a chi vuol comunicare con te è da stronzi. “Alternativi” o conservatori non fa differenza.Nessuno t’ha chiesto il num, me l’hai dato tu di tua spontanea volontà.”

    lei: “chi mi conosce sa che rispondo sempre – tu non mi conosci”

    Riuscite a vedere la sottile e potente genialità della risposta?

  2. 2

    Chomsky detto,

    sicuro che ti abbia detto chiamami e non chiavami?

  3. 3

    Wyk72 detto,

    …eh, ad averci tempo era da agire subitamente. L’occasione fa l’uomo ladro (e la femmina zoccola, come disse qualcuno). Onestamente stè storie da Ultimo Tango a Venezia non è che me fanno impazzì.

  4. 4

    2limone detto,

    Per certi versi la connettività è una bella rottura di cazzo, chi non se rende conto pure.

  5. 5

    2limone detto,

    certo che di apostrofi non ne ho preso uno eh! huahauhuahauhau vabbè oh… condizioni ambientali! :D


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