Från bänk

Dava a vedere a venti metri. Sembrava che nonostante avesse ottant’anni non avesse ancora capito nulla dalla vita. Camminava con la bici al fianco  e la teneva sull’estremità del manubrio. Era curioso come riuscisse a perserverare nell’interrompere il suo passo incerto ogni volta che la bici si fosse sbilanciata e si fosse negata dall’andare dritta. Dava a vedere che era uscito col sole di metà mattinata e si era imbacuccato come un tipico anziano che si copre con il solo scopo di non sentire freddo. L’impaccio dei suoi anni ancora non l’aveva portato a pensare che forse poteva cambiare ancora qualcosa di quel che era solito fare, si vedeva a venti metri che lui la bici la tenesse così da una vita.
C’era un impercettibile forza che lo fregava poco a poco. Non si accorgeva che l’equilibrio tra due forze, equilibrio in realtà non era. C’era un’inesorabilità intermittente ma costante che accompagnava quella sua azione da giorno di sole.
Io che lo vedevo magari glie l’avrei pure dato un consiglio, ma vacci a parlare con i vecchi. I vecchi ti dicono che hanno fatto la guerra e tu no, ti dicono che hanno fatto la fame e tu no, ti dicono che una volta erano i tempi e tu.. beh tu no.
E poi gli avrei potuto cambiare le giornate se gli avessi detto di impugnare il manubrio della propria bici al centro invece che all’estremità. Ma avrebbe retto all’idea di aver speso tutta la vita a tenere la bici dalla parte sbagliata, che la sua vita avrebbe potuto essere differente, migliore? Forse si, semplicemente perché non l’avrebbe accettato e la differenza tra l’aver ragione e esser nel giusto non è così importante quando si è fatto la guerra, si ha avuto fame… una volta si che erano i tempi…
Ma poi i vecchi fanno mille domande se gli dai confidenza e i giovani che sono presuntuosi per natura non vogliono dare troppe risposte. Magari non vorresti ma è lì che arrivi: sul punto di chiederti cos’è che non hai capito tu della vita e cos’è che non capirai mai e, quando a ottanta anni la tua goffaggine non darà scampo all’evidenza, quale sprovveduto sarà a godersi lo spettacolo.

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