Questi spaccano
La rubrica musicale di questo sito che non esiste ma ogni tanto appare, propone quest’oggi due artisti che non c’entrano niente uno con l’altro.
The Dø, un pò rock, un pò folk, un pò fast, un pò food, un pò fish e un pò chip.
Oggi non mi sento vecchio. Spesso ho la sensazione di essere un signore di ottant’anni: sono molto critico, riesco a distinguere nella novità l’innovazione dalla pacchianeria, so spesso chi ho davanti e decido chi mi può stare di fianco con diffidenza, guardo forum su rete4, ogni tanto avverto che gli errori del passato stanno per ripetersi e mi lamento dei giovinastri che non sanno quello che fanno, racconto sempre un sacco di storie al limite dell’incredibile e le racconto almeno cento volte come i reduci di guerra.
Oggi l’italia mi ha fatto un grande regalo: una rappresentazione generale di collasso sociale, di fine del petrolio, di crisi del consumismo, di disagio, di corsa all’accapparramento. Mica capita tutti i giorni.
Oggi mi sono alzato dal letto e con mia grande felicità mi sono scoperto un giovane di età tra i 20 e i 30 anni. Diamoci alla pazza gioia.
E alla fine il gran giorno è andato a puttane grazie ad una provvidenziale febbre a 39° durata giusto il tempo di non farmi riposare bene e alzare dal letto in tempo. Dopo un iniziale imbestialimento alla fine sono stato così bene a oziare nel letto caldo che quasi mi è venuto da pensare “ma chi cazzo me lo faceva fare di andarmi a prendere pioggia, freddo, entusiasmo e movimento”.
Rivolgendomi a tutti gli invidiosi che a forza di mandarmi maledizioni e augurarmi di schiantarmi, alla fine vi posso informare che ce l’avete fatta, bravi.
Magari è una consolazione però mi piace pensare che ho tutte le potenzialità per fare quello che voglio fare, che poi che non la faccia per colpa del caso è un altro discorso. Sicuramente odierei il fatto che riuscissi a ottenere la stessa cosa grazie a un colpo di fortuna e non essere in grado di farlo per colpa delle mie potenzialità limitate.
Senza dubbio questo post sarebbe stato meno rilassato se fosse stato scritto ieri mattina, ma ora sono troppo lucido per affidare la mia serenità ad un evento casuale.
Mi è arrivato messaggio con un video su faccialibro da parte di un mio amico cileno che mi ha svelato il nome di una delle canzoni più martellanti dello scorso anno finlandese nonchè il volto del cantante. Il titolo è “anna sen soida” e non parla di nessuna anna. In finlandia esiste hanna, anne, anni, anu e anche anna come nome femminile ma la traduzione letterale è “Fa che la musica suoni”. L’hip hop finlandese è sintatticamente inconcepibile per me però ha parecchie manifestazioni, di cui una è questa:
Ebbene a distanza di tempo posso confermare che è una canzone che fa cagare ma è proprio da club, e quando la senti la balli e la canti come un orso ciro. Anche se devo dire che senza una bionda media in mano o…. nel campo visivo ha un altro suono, ma forse è anche l’effetto delle minestrine. Diciamo così. C’è una ragazza nel video che ha una cinta con scritto sonya e la cosa mi fa ridere perchè si pronuncia quasi così: sonua. E’ entrato nella speciale classifica dei nomi femminili strampalati al secondo posto dopo l’inarrivabile marjo. Dai, come si fa a non ridergli in faccia?
E poi mi sono alzato e sono andato alla fiera dell’elettronica e le stronzate me le sono comprate tutte:
Ah stavo quasi per dimenticare… vaffanculo ![]()
The Velvet Underground & Nico rimase ben oltre la centesima posizione della classifica di Billboard, per sparire poi con grande rapidità. Le radio non potevano trasmettere le canzoni: troppo lunghe, o infracite di droga e sesso. Pure, null’altro nel rock è così autenticamente seminale come le tracce di questo disco. La prima anima del disco svillaneggia il pop, infilando tematiche ben poco suadenti in dolci melodie come Sunday Morning, la teoria dell’hangover mattutino. [...] (fonte internet)
Ed ora non ci resta che ascoltare questo manifesto del post-sballo nella colonna sonora di…
Ho capito che l’enel è riuscita a migliorare talmente tanto la propria immagine che c’è gente che crede che è quasi un ente benefico che ci purifica l’aria, però tra milioni di canzoni proprio questa? Tra l’altro non è la prima gaffe che fa. Mi vien da pensare che lo faccia anche intenzionalmente visto il target a cui si rivolge. Ai posteri l’arduo commento.
sulla 106 la ferrovia era parallela, andava verso il nulla e dal nulla ritornava
sullo stretto di messina consigliai a salvatore di piangere convinto solo se qualcosa muore
mi chiese come stai gli dissi lascia stare “il cuore a pezzi che certe volte vorrei morire”
passavano i chilometri e la sete di capirli nelle lettere d’agosto nei pomeriggi che non parli
e furono cento poi mille poi duemila
e smisi di cercare il senso nelle cose oltre il sole che moriva dietro al filo delle case
il senso tutto intorno è tutto un divenire, davvero non c’è niente da capire
taranto palermo lecce o barcellona la piana di torlonia di brindisi o matera
davvero non pensavo che tanta desolazione potesse amarmi e scendermi nel cuore
Vi consiglio i REIN perchè sono bravi, hanno un paio di vespe, ci viaggiano, sono simpatici, hanno dei testi di vita autentica, e la loro musica sta all’estate come il vento in una giornata troppo calda. Ascoltateli perchè hanno coraggio, non sono diventati figliastri della siae e hanno abbracciato le licenze creative commons. Fanno scaricare la loro musica dal sito e per i 5 euro che costa il loro disco quasi ci rimettono.
Rein - Grandtour
Rein - Caro Amore
Un doveroso aggiornamento sul mio idolo musicale e spirituale, nonché l’uomo che decide come va il mondo
e vi preannuncio una rivelazione sconcertante nelle prossime puntate
France Gall, Laisse Tomber Les Filles
Eric Prydz - Call on me
Una cosa che terrò sempre nel cuore della mia vita finlandese è una canzone, ma non una qualsiasi: Boten Anna una canzone svedese tanto orribile quanto di successo di cui Bass Hunter è il suo fiero interprete.
Chi non conosce questa canzone può pensare che è una canzone grezza, con un testo vomitevole cantata da un imbecille sul pedalò e manco tanto sveglio. Ebbene si, il pensiero è esatto ma quello che era in grado di fare questa musica e questo gigidalessio svedese non l’ho mai visto fare manco ai backstreet boys e justin timberlake messi insieme.
In tutti i locali della finlandia in cui sono stato quando il dj vedeva la pista un pò vuota metteva questa canzone e magicamente, dopo una calca colossale, si riempiva. La prima volta che ho visto la scena di tutta quella gente che iniziava ad urlare e correre pensavo fosse suonato l’allarme antincendio, giuro. Ma la cosa ancora più inspiegabile è che questo fenomeno svedese si è espanso per tutta l’europa in lungo e in largo.
SVEZIA
in patria anche in versione soft
FINLANDIA
il pubblico in delirio che agita le banane
GERMANIA
mega dance festival
AUSTRIA
filmato dal punto di vista del pubblico
ISLANDA
telecamera amatoriale
OLANDA
top of the pops
DANIMARCA
il delirio
E anche se non compaiono testimonianza affermano anche la conquista di Spagna, Francia, ecc ecc… insomma: una tragedia sfiorata