Se non ci rivediamo auguri
sulla 106 la ferrovia era parallela, andava verso il nulla e dal nulla ritornava
sullo stretto di messina consigliai a salvatore di piangere convinto solo se qualcosa muore
mi chiese come stai gli dissi lascia stare “il cuore a pezzi che certe volte vorrei morire”
passavano i chilometri e la sete di capirli nelle lettere d’agosto nei pomeriggi che non parli
e furono cento poi mille poi duemila
e smisi di cercare il senso nelle cose oltre il sole che moriva dietro al filo delle case
il senso tutto intorno è tutto un divenire, davvero non c’è niente da capire
taranto palermo lecce o barcellona la piana di torlonia di brindisi o matera
davvero non pensavo che tanta desolazione potesse amarmi e scendermi nel cuore
Vi consiglio i REIN perchè sono bravi, hanno un paio di vespe, ci viaggiano, sono simpatici, hanno dei testi di vita autentica, e la loro musica sta all’estate come il vento in una giornata troppo calda. Ascoltateli perchè hanno coraggio, non sono diventati figliastri della siae e hanno abbracciato le licenze creative commons. Fanno scaricare la loro musica dal sito e per i 5 euro che costa il loro disco quasi ci rimettono.
Rein - Grandtour
Rein - Caro Amore
Quanto sarebbe bella una vita fatta solo di notte e tornanti. Dicono che di notte e tornanti non si vive e che a morir basta un soffio. Ma il brivido ha un sapore troppo dolce per poter rinunciare e giocare uno per vincere uno è una posta che non dispiace . Lo sapevo che sarebbe stato bello sentire il motore spingere agli alti all’uscita del tornante sino a rimettere la vespa dritta e già impostata per la curva successiva. Solitamente preferisco la spinta dei bassi perchè la progressione lenta ma costante mi da la sensazione di un incremento infinito, e l’infinito è una delle cose che gradisco. C’è il buio di questa notte di luna nuova, c’è la strada che si divincola per la gola tra le montagne della valnerina e nonostante sia estate c’è anche il freddo.
La strada è molto più che vuota, io sono in testa, io sono sempre in testa, non riesco a guidare con qualcuno davanti se l’accelleratore risponde prontamente. Quando sono davanti non mi sento mai solo, mi faccio accompagnare dalle due strisce bianche sull’asfalto come uno sciatore che rasenta i limiti fissati dalle aste colorate, la corsia è un vincolo per le auto ma una tela da pennellare per la mia vespa chiassosamente gialla. Da qui in poi tutta discesa, cento chilometri di discesa e una lancetta da far pendolare a destra e a sinistra del numero ottanta. Non è una soddisfazione numerica, è uno stato psichico appagante. La desolazione è uno caratteristica geografica che il mio cervello recepisce con positività, che da corrispondenza fisica ad un concetto mentale ampio, è un grande progetto che necessita di un grande spazio.
C’è da sfidare un muro di tenebra con una lampadina che illumina poco più di una candela e io non freno mai, ormai è il mio stile di guida e mi piace. Tanto.
Adoro guidare di notte, adoro guidare nelle strade deserte, adoro il tratto tortuoso di provinciale a cui gli automobilisti preferiscono la superstrada. E’ tutto perfetto. Poi arrivano degli stralci di civiltà. Guardo la gente sostare nei bar lungo la provinciale, ci sono quelli bravi ad andar forte quando i freni funzionano, quelli bravi ad andar forte quando la strada si vede, quelli che non sanno che il gusto sparisce e le spezie chimiche non bastano. Ormai c’è più luce e sono già a casa. Mi vibrano ancora le mani, è stata una bella notte, come la volevo.
[14:05:31] Enrico dice:
il 6 agosto è morto il progettista della prima vespa
[14:05:36] Enrico dice:
D’ascanio
[14:05:37] limone dice:
noooo
[14:05:43] limone dice:
nooooooooo
[14:05:46] limone dice:
lutto
[14:05:51] Enrico dice:
morto nell’81
[14:06:03] Enrico dice:
forse è per quello che poi hanno fatto la PK la T5 e la Cosa
[14:06:11] limone dice:
probabile

Piaggio Cosa: il derivato più brutto di Vespa. Ricordata dai più in quanto la componente tecnologica di questo mezzo non è mai riuscita a compensare il fatto che fosse stata disegnata da un ubriaco.